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N E W S :

Sono iniziate le prove per la realizzazione dell'operina elettronica IL RISARCIMENTO con la regia di Franca Dorato.

_ IL RISARCIMENTO _

(Lo Sciamano)

Quasi una favola in musica

per suoni elettronici, voci, strumenti e cori

Musica di Alberto Ezzu

Libretto di Alberto Ezzu su testi tratti da Nietzsche, Platone, La Bibbia

Regia di Franca Dorato

 

Interpreti:

 - SciamanoAlberto Ezzu: baritono, controtenore e canto difonico 

- MagaAnna Siccardi: soprano

- Adepta della MagaStefania Priotti: viella

- Coro greco – (registrato e/o dal vivo)

- Coro gregoriano – (registrato e/o dal vivo) coro Haec Dies, diretto dai Mi Ezio Aimasso e Marco Buccolo

- Quartetto vocale – (registrato e/o dal vivo) Ensemble Vocale Experimentum, diretto dal Mo Pietro Mussino

- Corpo di danza – diretto da Lucrezia Collimato

- Mixer audio e Musica elettronica dal vivoMatteo Martino

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 - soggetto:

Uno sciamano avverte il richiamo dei Kami (spiriti giapponesi presenti nelle manifestazioni naturali) che lo invitano a ristabilire un equilibrio con l’ambiente che gli uomini stanno gradualmente distruggendo.

Parte per un viaggio nel mondo sotterraneo e incontra una maga, che lo avverte dei pericoli che dovrà affrontare contrapponendosi agli uomini, simbolizzati dagli esseri incatenati nella caverna.

Sciamano raggiunge il deserto nel quale compie la prima parte del risarcimento cantando un Inno al Sole e tornando poi sui propri passi per andare a insegnare questo canto d’indennizzo agli altri uomini.

 

Il lavoro è diviso in tre atti:

1. La Capanna dello Sciamano;

2. Incontro con la maga e La Caverna;

3. Il Deserto e il ritorno alla Capanna.

La durata complessiva dell’opera è compresa indicativamente entro l’ora e trenta.

 

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N E W S :

Domenica 12 giugno alle ore 18:00 nella chiesa di San Guglielmo a Chieri (To), il coro FormiChieri e l'Ensemble Clerici Vagantes

in un programma medievale e rinascimentale dedicato interamente al vino!

IN TABERNA

-Anonimo sec. XIII: Estampie ductia

-Anonimo sec. XIII: In taberna quando sumus

-Anonimo sec. XIII: Tempus est jocundum

-Anonimo sec.XIV: Istampita Ghaetta

-Anonimo sec. XIII: Bacche bene venies

-Anonimo sec. XIII: Cantiga 37

-Anonimo sec. XIII: Gaudeamus laude

-Anonimo sec. XIV: Trotto

-Henry VIII (1491-1547): Pastime with good company

-Pierre Attaignant (1494-1552): Tourdion

-Jacob Archadelt  (1507-1668): Margot labourez les vignes

-Vincenzo Calestani (1589- dopo 1617): Damigella tutta bella

-Anonimo sec. XVI: Aria sopra la Bergamasca

-Claudio Monteverdi (1587-1643): Damigella tutta bella

 -Tarquinio Merula (1595-1665): Sentirete una canzonetta


Ensemble Clerici Vagantes

Alberto Ezzu         liuti,  guitara morisca, synphonia, percussioni

Lorenzo Girodo     arpa, flauto, organo

Stefania Priotti       ribeca e viella

Anna Siccardi        voce e flauto


Coro FormiChieri diretto da Anna Siccardi

Il vino in occidente è stato sempre affidato all’immortalità della pittura, il buon vino rende migliore l’uomo, la grande pittura lo rende leggibile e sottile. Il vino impegna tutte le facoltà sensoriali dell'uomo: la mano che afferra il bicchiere, l’olfatto, il gusto e la vista incantata dal suo colore, ma anche l'udito dell'intenditore che percepisce dallo scorrere  dalla bottiglia al calice la sua intrinseca qualità. Non c’è da stupirsi se  pittura e vino nella loro storia hanno avuto numerosi incontri, perché il vino non è esclusivamente materia e colore, ma luminosità e metamorfosi: caraffa, bicchiere, fiotto, effervescenza ma anche grappolo, paesaggio, gioco. Le grandi civiltà pittoriche sono da sempre legate al vino, il vignaiolo come il pittore ha una sua tavolozza, ha i suoi pennelli. Presiede e mescola, dosa e trasforma, gioca con le leggi naturali che presiedono alla fermentazione, all’evoluzione del vino. Una botta di giallo in più per il pittore, una botte di sangiovese in più per il vignaiolo. Materia di ispirazione per il pittore, ma anche per lo scrittore e il musicista, che ne descrivono le proprietà inebrianti e benefiche per il corpo e lo spirito. Una festa, questo concerto, che percorre brani musicali inerenti al vino e alla danza dal medioevo al rinascimento, accompagnato da citazioni di famosi scrittori.

I Clerici Vagantes sono un gruppo fondato con lo scopo di riscoprire il grande patrimonio di musica dal XII al XVI secolo. Il gruppo, il cui organico varia in funzione del repertorio, è formato da musicisti di vasta esperienza professionale che si dedicano alla ricerca, allo studio e all’interpretazione di antiche musiche.

Essi si sono specializzati nella prassi esecutiva di strumenti storici presso i più importanti centri di studio internazionali e svolgono un’intensa attività concertistica e didattica. Il loro repertorio spazia dalla tradizione monodica dei canti trobadorici alle più complesse composizioni polifoniche dell’Ars Subtilior e del Cinquecento europeo, con l’intento di restituirne la vitalità anche mediante il recupero della tecnica dell’improvvisazione.

I musicisti, che si occupano da decenni della prassi esecutiva medioevale e rinascimentale, fanno uso di strumenti copie fedeli tratte dall’iconografia e ricostruiti secondo la trattatistica coeva  Hanno al loro attivo un grande numero di esecuzioni.



Ultimo aggiornamento: 27/05/2016
Webmaster: DarioG



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